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Votare o non votare, questo NON è il dilemma.

In questi anni, quando si parlava di politica e ci si lamentava delle scelte del Governo, io dicevo sempre e solo: non ci hanno fatto votare per questo governo. La mia posizione era ferma: voglio votare, voglio dire la mia e poi … che vinca il migliore!

Avete capito di cosa sto parlando: andiamo a votare tutti domenica 4 marzo.

Andiamo a votare perché siamo giovani e abbiamo una vita che ci aspetta, fatta di lavoro, di famiglia, di carriera, di responsabilità, di progetti, di creazioni, di svago, di impegno, di volontariato. Abbiamo testa, cuore e tante potenzialità. Crediamoci noi per primi e facciamoci valere!!

Andiamo a votare perché siamo donne e questo diritto ci è stato riconosciuto da troppo poco tempo. E’ solo dal 1946 che noi donne possiamo votare, non diamolo mai per scontato soprattutto perché di strada ne dobbiamo fare ancora tanta!!

Andiamo a votare perché siamo incazzati, perché non ci piace il mondo dove siamo, perché vorremmo di più. Scegliamo chi ci rappresenta di più ma non stiamo zitti proprio domenica 4 marzo (per poi lamentarci tutti gli altri giorni).

Andiamo a votare perché è un nostro diritto e un nostro dovere. (non c’è bisogno che io spieghi questa frase. Una frase semplice, detta e ripetuta tante volte ma così densa di un grande ed importante significato civico).

Andiamo a votare e basta.

Oggi ho sentito una dichiarazione dal fondatore di un movimento. Diceva che “tutte le persone dovrebbero continuare ad andare a scuola, sempre, perché altrimenti non capiscono. Non capiscono niente, non capiscono i concetti, non capiscono i concetti politici, non capiscono se le persone sono vere o false e, anche se sanno leggere e scrivere, sono praticamente analfabeti. Il 70% degli italiani colgono barlumi di verità” e quindi … con che criterio andrebbero a votare? (era questo il senso?)

Ecco, io non ci sto! Certo, informatevi se volete e potete, guardate tv, giornali, blog, social. Ma anche se non lo fate, andate a votate. Andiamoci tutti perché si deve fare, perché a casa hanno sempre votato così, perché ci sta più simpatico quello, perché fa i nostri interessi, perché ci piace il loro programma, perché la politica economica/estera/europea/di integrazione/ dei diritti ci sta a cuore e ci piacciono le proposte… votiamo come ci pare e per il motivo che ci pare, ma votiamo. Io penso, e penso che questo concetto sia alla base della democrazia, che qualsiasi sia la motivazione del voto e da qualsiasi conoscenza o percezione sia dettata, il nostro voto è fondamentale!!

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Un pensiero al “Paese mè”

Buongiorno! Vi scrivo dal divano della mia nuova casa in riposo forzato per affrontare l’ultima giornata di lavoro della settimana. E’ stato un autunno un pò faticoso a causa di piccoli problemi di salute e questo mi ha fatto fermare un pò, saltare qualche lezione e qualche concerto però….c’è sempre un aspetto positivo! Ho avuto tempo per leggere, ascoltare musica e riflettere. Non voglio condividere qui tutti i miei pensieri e riflessioni…per carità!  Solo una cosa volevo scrivere questa mattina e riguarda sempre il mio lavoro in senso lato.

Tra le tante attività che svolgo come musicista, ce n’è una di cuisono molto orgogliosa. Un progetto che dura da sei anni, il progetto principale della nostra Associazione: il Festival Musicale Vincent Persichetti, svolto in completa collaborazione con mia sorella Roberta Serpilli e con il Presidente Rosanna Persichitti. Nel post precedente si può leggere tutto di questa sesta edizione e vi volevo segnalare anche la nostra presenza su una testata online assolutamente originale: CHISSIDICIE  Ideata e coordinata da Antonio Piccoli (torricellano DOC che vive a Roma) questa rivista è redatta online con articoli di tutti coloro che vogliono scrivere sugli eventi, attività sociali ed economiche, sport, ricette, impressioni su Torricella Peligna.

E’ un’opera fantastica se ci pensate! Anzi… cliccate e date un’occhiata (può essere uno spunto per la prossima vacanza – Clicca e Scarica num 35). Persone da tutta Italia e non solo, che scrivono (a titolo completamente gratuito) sul loro paese di origine, il paese dove vivono, il paese dei loro nonni, genitori o…il paese della loro infanzia. E siamo al numero 35! Non so come la potete pensare voi ma a me viene da pensare che ci siano ancora persone genuine, generose, con sani principi, forti e gentili come dice il motto abruzzese. Persone che credono nella famiglia, nella forza dell’unione e nella comunità. Attaccate alle proprio origini e forti nella loro identità. E’ questa l’aria e l’atmosfera che si respira a Torricella, un’oasi di pace, ricordi,  e … amore? (sarà troppo… ma oggi mi sento romantica ❤ )

Vi saluto con l’ultima strofa dell’Inno di Torricella “Paese mè” (il mio paese) che ci strappa sempre una lacrima

Quanne ci stienghe poche me n’addone,  quando ci sto poco poi mi manca

Ma da luntane ci arriva` lu core: ma anche se sono lontano, sono li con il cuore

Prima aripenz` a Mamme, a Mamma bone, prima penso a mamma ( io penso ai miei nonni)

Po` m’aricorde de lu prim` amore. poi mi ricordo il primo amore

 

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piccola riflessione notturna

A volte, anzi più spesso di quanto si possa credere, la musica è difficile.

Fare musica, studiare musica, lavorare con la musica è un percorso che non finisce mai caratterizzato dal sacrificio e dalla passione.  Si passa tantissimo tempo da soli: soli con lo strumento o sul treno, soli in stanze di albergo o su tavoli per uno in affollati ristoranti. Soli in mezzo agli altri. E si affronta tutto ciò per ottenere un piccolo risultato, un piccolo traguardo, un qualcosa che agli occhi del mondo potrebbe sembrare insignificante.

Ci sono dei momenti però in cui la musica ti ripaga di tutto e la sensazione di completezza e di gioia, di calore traboccante che si prova quando questo accade è indescrivibile!

Succede quando meno te lo aspetti, in situazioni che non avresti mai immaginato: c’è chi vince un concorso, chi viene ammesso in una importante università, chi incontra l’amore della sua vita e chi, come me oggi, nel bel mezzo di un concerto, si rende conto di essere fortunato, amato e soprattutto circondato da persone meravigliose che se non fosse per la musica non avrei mai incontrato.